Tarpani non è finzione.
Ti prende per mano e ti accompagna in un mondo reale, che non prescinde dai sogni che si intrecciano in un tessuto di
desiderio. Un desiderio che egli stesso riesce ad accarezzare e ad amare, senza alcuna adulazione.
Lentamente e dolcemente ti riveste di un insolito ed istintivo astrattismo.
Tanto raro, perché senza sforzo o artificio, non costruito o cerebrale, ma anzi tanto schietto ed onesto, filtrato attraverso
gli occhi di chi lo guarda, incantato, capace di afferrare le sfacettature più sottili.
Non ti dice cosa fare, ma non puoi sottrarti. Non puoi sottrarti all’equilibrio delle sue figure – compagne nemiche-, sempre
presenti in continuo dialogo con i colori; non puoi sottrarti ai suoi colori vitali, riflessi di distruzioni e rinascite, vita e morte,
malinconia assoluta che si alterna ad esuberante gioia di vivere.
Difronte ad una poderosa impalcatura filmica e coloristica, ancora ti emozioni; senti la freschezza, la poesia gentile ed
ingenua ed il tenero incanto delle sue tele. Lì falsamente immobili!
Tarpani, da quarantaquattro anni, instancabile continua a tenerti per mano.
Assunta BORTONE
Torgiano – Dicembre 2006