Raffaele Tarpani l’arte ce l’ha nel DNA.
Lo ricordo ragazzino con i pantaloni corti che già si interessava di pittura e mostrava le sue opere.
Fu Gerardo Dottori a parlarmi delle qualità di questo giovane artista; da allora ho seguito con interesse la sua evoluzione
e la sua ricerca. Anche se, in un primo momento, la grande figura di Dottori lo aveva influenzato, ben presto è scaturita la sua
personalità. La libera interpretazione e l’ampio respiro dei suoi quadri lo hanno reso un valido interprete del paesaggio umbro.
Campagne assolate cariche di luce, colate di azzurro oltremare e il verde stemperato dall’ocra sono le componenti
cromatiche delle sue opere.
Ora si presenta con una nuova serie. Sembra abbia lasciato temporaneamente il paesaggio e, come in un dolce delirio
astratto, s’immerge nel colore tenue e riposante del sogno, dove affiorano immagini trasparenti di donne che scompaiono quasi
subito alla vista per gli abbaglianti riflessi dell’oro sapientemente dosati nelle sue grandi tele.
Queste opere che mostra sono coinvolgenti, interessanti e merita conoscerle.
Franco VENANTI
Perugia – Dicembre 2006