Elvio Marchionni
al GRUPPO “èART”
Quando Raffaele, coordinatore del Gruppo “èART”, mi ha chiesto di scrivere questo commento,
sono tornato indietro nel tempo
e, con grande piacere, ho ripercorso
le tante esperienze vissute nel
mondo delle estemporanee di, ormai, parecchi anni fa. I ricordi si sono susseguiti nella memoria ma
ciò che in
primis ho riprovato è stato lo spirito che animava tutte le estemporanee a cui ho preso parte.
Grande stima e sentito affetto, pertanto, mi lega al
Gruppo
“èART” che, attraverso tanti artisti,
professionisti e non, porta con sé, nelle manifestazioni cui assiduamente partecipa, quello stesso spirito,
non della gara
agonistica in sé, ma della voglia di stare insieme, di incontrarsi, di conoscersi attraverso l’arte.
Amicizia, amore, passione per l’arte sono, dunque, per il gruppo e per ogni partecipante, il perno che
riesce ad unire ed uniformare le più disparate tecniche pittoriche nonché generi artistici che
spesso collimano
fra loro. Le mostre collettive, perciò, sono occasione per
trascorrere insieme tanti momenti di un tempo
sempre più prezioso in un mondo di
frenetica svalutazione di ogni valore umano. Il tempo, trascorre finalmente
tranquillo, lasciando il giusto e meritato spazio alle parole, ai gesti di
persone con bagagli culturali diversi ma in
equilibrio tra loro e con l’
ambiente circostante. Ogni manifestazione è momento d’ incontro e tappa di un
percorso che rinnova i rapporti e tramanda i valori con il comune denominatore
dell’ esperienza artistica che ha
come fondamentale scopo il rimanere per sempre nel libro della memoria di chi vi partecipa.
Nel concludere, sento di dover
ringraziare Raffaele, per avermi incaricato di questo breve commento
ma anche per avermi offerto l’ occasione di ricordare e risentire quelle esperienze che
tanto mi hanno dato e
lasciato nella vita professionale ma soprattutto di uomo.
Un caro saluto, quindi, a tutto il
gruppo e a chi ne condivide l’ iniziativa rinnovando la stima per
questo progetto, che mi auguro si tramandi ancora nel tempo e di cui,
orgogliosamente, mi sento parte.
(2003)
Elvio MARCHIONNI
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