GERARDO DOTTORI 


Caro Tarpani,  eccole il pezzo  che le  ho promesso, che potrà  andare se, come spero,

non si attendeva una “critica” da me.  Che poi, non sarebbe stato opportuno anticipare

giudizi sui suoi lavori: primo perché io non azzardo mai “giudizi”sul lavoro dei colleghi;

poi  perché chi  li vorrà  fare deve esser libero  di dire i propri, senza pensare che si sia

voluto  influenzare.  Del  resto  ho trovato  le sue cose,  quasi tutte,  interessanti, per le

ricerche di  realismo sintetico,  per un colore sobrio e profondo, che credo avranno uno

sviluppo di altre ricerche personali.Spero trovarmi a Perugia per la sua mostra.                                     

Grottamare – 7-9-68                                                                        Suo DOTTORI  

                          


C’è  chi parla  di  inflazione  nel  campo  della  pittura.  E’  fuori  dubbio  che  su  circa 

cinquanta  milioni d’Italiani,  tre milioni (c’è chi dice più e chi meno) di pittori sembrino

davvero troppi. Ma in fondo che male fanno?  Il male,  semmai,  lo  fanno  a  se  stessi

perché  molti  di  loro  non  avendo  qualità  spiccate  per  la  pittura,  debbono cambiar

mestiere  o  restare  anonimi.   Molti  se  la  prendono coi  concorsi estemporanei che si

organizzano   annualmente  in   tutt’ Italia   anche  a  carattere  nazionale,  cui  possono

partecipare tutti  anche…i pittori.  Quasi  tutti  i  capoluoghi  di provincia, piccole città e

paesi,  chiamano a  raccolta tutti  gli anni  chi  vuol  provare  a  illustrare  pittoricamente

o…pittorescamente  le bellezze o le caratteristiche del luogo:  paese,  città  o  campagna,

mettendo  a  disposizione  dei  concorrenti  vari  premi  talvolta  anche  ricchi,  che  una

apposita  giuria  distribuisce,  scontentando  naturalmente  tutti, tranne il piccolo numero

che li  ha  ricevuti.  Ma che male possono fare questi concorsi?  Nessun male;  specie se

da  essi viene fuori uno o più giovani  che dimostrino  buona  disposizione  per la pittura,

anche se  non  hanno avuto la fortuna di essere segnalati.  E’ il caso di Raffaele Tarpani

perugino,  che si presenta  per la  prima  volta  con  un  gruppo di  pitture,  dopo essersi

preparato  all’Istituto  d’Arte  della  nostra  città.  Tarpani,  desidera  sapere, esponendo

questi   suoi  primi  lavori,  che  cosa  ne  pensa  il  pubblico  e la  critica  di  queste  sue

realizzazioni.  Personalmente  penso  che  Raffaele Tarpani  sia  un  giovane  che lavora

con   impegno  e  con  serietà,  e  che  i  suoi  primi  saggi  siano  degni  di  attenzione  e

considerazione.  Il Tarpani  mi sembra un carattere fermo, che non si lascerà influenzare

dalle  “mode”  che  si  affacciano  per ogni  stagione  nel mondo  dell’ arte  e che sono la

causa del disorientamento delle ultime generazioni di artisti.

                                (1968)                                                                                                               G.D.

 


Conoscevo  da  quasi  tre  anni  il  giovane  pittore  perugino  Raffaele  Tarpani   che  ho

seguito nel  suo  appassionato lavoro che dopo gli studi compiuti  nell’Accademia  d’Arte

di  Perugia  riprese liberamente con particolare riferimento all’Arte Sacra che gli valse un

particolare  apprezzamento del  Sopraintendente  ai  Monumenti e  Galleria  dell’Umbria,

membro del  Consiglio Superiore  dell’Antichità e Belle Arti.   La natura con tutte le cose

create,  son   viste   da   Raffaele   Tarpani,   con   spirito   puro,   scevro  da  qualunque

complicazione letteraria o filosofica.  Se questo giovane artista  saprà conservare intatta la

sua  purezza  di visione e  di espressione e seguiterà a scavare in  sé e fuori di sé restando

in quella  sua purezza  di visione e di espressione con  le quali vede il mondo fatto di cose

pure e semplici e seguiterà a  scavare in sé e fuori di sé,  riuscirà a  restare sé  stesso nella

purezza della sua visione e personale espressione.

                                (1972)                                                                                                                G.D.

 


Conoscevo da  oltre tre  anni il  giovane pittore perugino  Raffaele Tarpani  che ho seguito

nel  suo  appassionato  lavoro  che,  dopo  gli  studi  compiuti   nell’Accademia  d’Arte  di

Perugia  riprese  liberamente  lo  studio  della  pittura  con  particolare  riferimento all’Arte

Sacra  che  gli  valse  il  particolare  apprezzamento  del  Soprintendente  ai  Monumenti e

Galleria dell’Umbria, del  Dr.Valerio Mariani,  ordinario di  Storia  dell’Arte  all’Università

di Napoli e membro del Consiglio Superiore  dell’Antichità e  Belle Arti.  Inoltre  il Com.re

Dr. Salvatore Giuliani, membro della Commissione di Arte Sacra di Foligno.

La natura,  tutte  le cose create,  son  viste da  Raffaele Tarpani,  con spirito  puro, scevro

da  complicazioni  letterarie  o  filosofiche.   Se  questo  giovane  artista  saprà  conservare

intatta  la sua purezza  di visione e  di espressione e  seguiterà a scavare  in sé e fuori di sé,

restando  nella  semplicità e  purezza  di visione,  riuscirà  ad  esprimere  quel  mondo  che,

da  quanto  ci  ha  detto  fin’ora,  è  forse  il  suo  mondo,  fatto di  cose pure e semplici, il

mondo della sua arte.

                                (1972)                                                                                                   G. DOTTORI

 


            

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