Luciano Lepri
al Gruppo "éART" Quando l’Arte “éART”
Ha scritto una volta il noto pittore americano Keith Haring:
“Ho cercato di demistificare
l'intera idea che l'arte sia qualcosa di sacro che debba essere riservata per una piccola cerchia di
gente educata”.
Mi è sembrato giusto nel parlare del Gruppo “éART”, creato, diretto e stimolato dal bravo
pittore Raffaele Tarpani, citare questa frase perché, mi pare, essa si attanagli in maniera perfetta a
quella che è la filosofia che da sempre anima l'attività artistica e culturale del noto artista perugino,
ma da tempo, ormai, bastiolo di adozione. Raffaele Tarpani è riuscito, infatti, cosa veramente rara
e singolare per un pittore che ha già una sua fama, riconoscibilità e solida carriera, a creare
attorno a se un gruppo di artisti vari ( pittori, scultori, incisori, creativi, ecc.) che con l'andare del
tempo è andato sempre più crescendo, sino a raggiungere la ragguardevole cifra di oltre 100
associati, e che si sta caratterizzando nel panorama artistico culturale a livello, quantomeno,
regionale per la varietà delle proposte, la ricchezza di temi, la passione che tutti li accomuna
nel presentare e prospettare un modo di fare arte che, pur conservando una sua specifica dignità,
si apre sempre più verso il grande pubblico proprio nell'intento, come notava Haring, di demistificare
l'idea che l'arte sia qualcosa di sacro esclusivamente riservata a pochi.
E' questa di Tarpani una sfida che al momento, come dimostra anche la realizzazione di
questo catalogo, sembra vincente e che io, personalmente, ritengo lo sarà sempre più anche
in futuro purché riesca a conservare sempre questi caratteri di umiltà, compattezza, dedizione e
amore per il dipingere -, è una sfida, dicevamo che si apre su due fronti ben distinti: il primo,
potremmo definirlo, di carattere pratico il secondo di ordine concettuale.
Chi, come chi scrive, è sulla breccia da molti anni sa, per esperienze vissute o per
situazioni affrontate o per indirette esperienze, quanto sia difficile, per non dire impossibile,
tenere uniti in un'associazione un gruppo di artisti che, ancora più di comuni persone, sono
differenti per indole, cultura, formazione, intendimenti, aspirazioni, progettualità e, quindi,
è sempre motivo di meraviglia ( almeno per me ) constatare con quanta (apparente?)
semplicità Tarpani riesca a far convivere in “éART” tante sensibilità e come gli riesca sempre
di coinvolgerle nei suoi progetti, nelle sue realizzazioni, nelle sue molteplici attività.
La seconda difficoltà quella che ho definito di ordine concettuale consiste in quella che
alcuni soloni, fintamente puristi, ipocritamente elitari e falsi profeti di una verità che è solo ed
esclusivamente la loro ma che viene spacciata come assoluta ed incontrovertibile, vedono come
una cosa assolutamente da evitare: far convivere insieme artisti di vari e diversi stili, tendenze, scuole,
idee e realizzazioni.
Ebbene a Raffaele Tarpani riesce anche questo, completando così un autentico miracolo
che consiste nel dare la possibilità a chi manifesta l'urgenza, l'ansia, il desiderio, la passione di
esprimersi attraverso una tela od un blocco d'argilla di dare corpo a questa sua sensibilità
( aiutato anche dai suoi lungimiranti consigli tecnici ), non solo, ma consentendogli anche di
misurarsi in estemporanee, mostre collettive e personali, manifestazioni culturali e ludiche.
In conclusione mi pare di poter dire anche in piena sintonia con quello che è il mio credo
in materia, volto a far si che a tutti sia data la possibilità di esprimersi e che il pubblico vada
avvicinato all'arte nei modi e nelle forme più accessibili e aperte che il lavoro che da diversi
anni il Gruppo “éART” sta facendo anche fuori regione ( merita ricordare per tutte il grande
successo della mostra romana “…& segni” della primavera di quest' anno ) è di grande
importanza, non solo e non tanto per una vivace cittadina come Bastia Umbra che da tempo
sta meritoriamente lanciandosi nel campo dell'arte e della cultura, quanto per tutta la regione
che vede così arricchire il suo patrimonio di talenti e al tempo stesso la platea dei fruitori dei
colori, delle forme, dei segni e dei sogni
di oltre cento appassionati artisti.
(2003)
Luciano LEPRI