Massimo
Duranti
…..Nei leziosismi figurativi e ammiccanti che riemergono qua e là nella sua produzione.
Quanto alla purezza della semplicità, è proprio nell’ultimo ciclo neo - aeropittorico che troviamo
conferma, mentre veniva in qualche modo sconfessata dalle sperimentazioni astratto – materiche,
…Convincono ancora, invece, il senso e lo spirito della immensità del paesaggio che l’artista vuole
catturare nella sintesi compositiva, più che in quella cromatica.
Quella sintesi, accompagnata da tentativi di compenetrazione, che nelle prime esperienze
giovanili interessava anche le architetture urbane con un buon senso del ritmo cromatico.
Uno spazio immenso da catturare, astrarre dal tempo e virtualizzare.
Un trionfo di
architetture dal quale cogliere l’essenza delle linee ordinatrici.
Massimo DURANTI
.....Ancora immagini umbre, ma in punta di pennello quelle di Raffaele Tarpani di cui la Effe Editore
pubblica le ultime "aeropitture", come le definisce Massimo Duranti nella bella presentazione: sguardi
"cubisti" dall'alto che fissano, esaltandoli, colori, ma t raducono anche odori, suoni, sapori, di un
paesaggio senza tempo.
( da www.GRTV.it ) Massimo DURANTI
Al Gruppo "éART"
PITTURA E SCULTURA COME MANIFESTAZIONE DI VITALITA'
Molti si scandalizzano per il fatto che ci sia una iperproduzione di dipinti e sculture, cioè
che in troppi si ritengano artisti per il solo fatto di stendere il colore su una tela.
Dunque, troppe mostre, troppi concorsi e troppe illusioni coltivate e fatte coltivare.
Questa logica risponde a una visione aristocratica dell'arte; un po' come quella di quanti
vorrebbero contingentare le visite ai
musei affinché non si deteriorino i capolavori esposti.
Tuttavia, anche il gusto del pubblico per le arti figurative è molto variegato e spesso si
comincia ad apprezzare la pittura proprio visitando una mostra senza grandi pretese,
magari nel proprio paese.
Le iniziative sul territorio non vanno dunque demonizzate, né marginalizzate come mero
fenomeno di dilettantismo, perché assolvono alla duplice funzione di abituare alla pittura e
alla scultura e danno l'opportunità agli autori di farsi conoscere.
Sarà poi il mercato e la critica a selezionare fra le tante esperienze quelle che meritano
riconoscimenti. Il preambolo vale anche per questa iniziativa di “è ART”, di cui è
animatore Raffaele Tarpani, che raggruppa un insieme di pittori e scultori che
rappresentano, appunto, il territorio. Tarpani è un artista professionista, nel senso che
dedica alla pittura tutte le sue energie, ma la sua attività è ormai da anni anche quella di
animatore e promotore di mostre e cataloghi d'arte.
Non potendo, per questioni di spazio e per la numerosità dei soggetti coinvolti in questa
pubblicazione, entrare nel dettaglio delle presenze, si può affermare che questo campione
casuale di pittori, eterogeneo quanto si vuole, formato da autodidatti, ma anche da persone
che si sono formate negli istituti d'arte o nelle accademie, presenta linguaggi, i più disparati,
che sono il segno dalla babilonia che contraddistingue anche il sistema dell'arte italiano ed
internazionale.
Gli schemi si sono ormai rotti e hanno cittadinanza tutti gli stili e tutte le tecniche: dal
figurativo all'astratto, dall'informale a ogni possibile declinazione iconica ed aniconica.
Ci troviamo in realtà in una congiuntura epocale nella quale l'arte è alla ricerca di una
nuova dimensione.
La libertà d'espressione può spaesare il fruitore, ma è una condizione dalla quale si può
crescere sviluppando la ricerca personale. Questa iniziativa mette a confronto esperienze,
diverse e differenti per finalità, rappresentando soprattutto un modo per manifestare la
propria creatività con un veicolo così impegnativo come l'arte, che ognuno esprimere
secondo la sua sensibilità e le sue capacità.
(2003) Massimo DURANTI